Negli ultimi tempi non ho scritto molte recensioni, complice una serie di fattori (tra i quali, in primis, la pigrizia), ma nel caso di questo romanzo non potevo assolutamente esimermi dal farlo, sia perché è un libro molto divertente e che consiglio a tutti di leggere, sia perché in esso (come in gran parte dell'opera queneauiana) la distorsione linguistica è un elemento fondamentale ed è stata ben resa (e spiegata) da Italo Calvino nella sua traduzione dal francese all'italiano. Il romanzo fu originariamente pubblicato in Francia da Gallimard nel 1965, per giungere due anni dopo nelle librerie italiane grazie a Calvino e Einaudi, nel cui catalogo compare ancora oggi (collana ET Scrittori).
Per maggiori informazioni potete consultare la pagina Wikipedia relativa a quest'opera, mentre per la recensione potete cliccare su questa breve ma intensa citazione tratta dal testo francese:
"Rêver et révéler, c'est à peu près le même mot"
Nessun commento:
Posta un commento