In questa settimana si è dedicata, come è giusto che sia, tanta attenzione al terremoto che il 24 agosto ha colpito l'Alta Valle del Tronto. Nella speranza che i riflettori su quest'area non si spengano troppo presto vorrei dedicare anch'io un pensiero agli abitanti di quest'area a modo mio, ossia dal punto di vista linguistico. In questo intervento prenderò in considerazione l'aspetto toponomastico dei centri abitati più colpiti dal sisma: Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto. Perché si chiamano così?
Premessa metodologica: ove non diversamente specificato, la fonte primaria di questo mio intervento è da considerarsi il Dizionario di toponomastica, edito da UTET, nella ristampa del 2006. L'ordine di trattazione è puramente alfabetico.
Accumoli (RI). La località sorse intorno al 1211 a circa tre miglia di distanza dalle rovine di Summata o Sommata, antico e importante centro di quest'area. Il Dizionario di toponomastica cita direttamente il primo dei 13 volumi del "Dizionario geografico-ragionato del regno di Napoli" (1797-1805) di Lorenzo Giustiniani, le cui parole possono essere reperite qui ma che vale la pena riportare:
Si vuole che dopo la distruzione del Sannio fatta da' Romani un avvanzo di raminghi Sanniti fosse andato a ricoverarsi in quel luogo, fabbricandosi dispersamente parecchi villaggi, ed indi come capo de' medesimi una terra più grande chiamandola Accumoli, quasi dall'essersi colà congregati. Ella è però questa una tradizione [...] Anticamente era detta Sommata.
Il Giustiniani riporta Sommata come il nome originario della località; inoltre, accanto alle quattro occorrenze dell'odierno toponimo "Accumoli" troviamo un "Acumuli" e un "Accumuli", probabilmente emanazione grafica di un'incertezza fonetica. L'autore non trascura di specificare come si tratti di un'etimologia tradizionale, che sembra però trovare conferma nel latino cumulus, "cumulo, mucchio", da cui deriva anche l'abruzzese accumëlë, con lo stesso significato. Non si può tuttavia ignorare come vi sia uno scarto di oltre un millennio tra la fine della terza e ultima guerra sannitica a cui si riferisce probabilmente l'erudito partenopeo (290 a.C.) e la già indicata data di fondazione di Accumoli, 1211, proposta nel XIX secolo dallo storico locale Agostino Cappello. Appaiono dunque più plausibili, almeno da una prospettiva storica, le informazioni riportate sul sito istituzionale del Comune di Accumoli, secondo cui la nascita della libera Università di Accumoli si deve all'aggregazione politica di diverse località del territorio voluta dai signori delle Rocche in seguito alla decadenza della citata Summata. L'etimologia del toponimo non ne viene però intaccata.
Amatrice (RI). Sul toponimo della patria dell'amatriciana (in dialetto sabino Lamatrìci o L'Amatrìci) esistono tre diverse teorie. Una vuole che il suo nome sia dovuto alla presenza, in tempi lontani, della chiesa principale della zona, denominata anche "chiesa madre" o, in specifico riferimento ai dialetti meridionali, "matrice": il valore religioso di quest'area è ancora attuale, se pensiamo che Amatrice è anche nota per essere la città delle cento chiese. La seconda è quella proposta da Giovanni Alessio nel "Lexicon Etymologicum" (1976), il quale rintraccia l'origine nel latino matrix, nel senso traslato di "gora, canale" (senza specificare di quale "gora" o "canale" si tratti), con agglutinazione dell'articolo "(l)a": "(l)a matrice" > "(l)' amatrice". Viene inoltre proposto un parallelo con alcune voci dialettali, come il romagnolo antico matricale, "canale" e il napoletano mátrëchë, "melma, gora, pozzanghera", nonché con un toponimo simile, Matrice (CB). La terza e ultima ci viene suggerita dalla pagina web dedicata al comune del reatino de I borghi più belli d'Italia (di cui la località fa parte dal 2015), in cui leggiamo che Amatrice "sarebbe “La madre del Tronto”, ovvero Mater Truentum da cui “Ma-Tru’”, poiché il fiume nasce dai Monti della Laga, proprio in quest'area.
Arquata del Tronto (AP). Noto semplicemente come Arquata fino al 9 novembre 1862, anno in cui, per effetto del Regio Decreto n. 978, l'idronimo "Tronto" entrò nella denominazione ufficiale, anche su questo toponimo esiste della discordia. Il Dizionario di toponomastica UTET scarta immediatamente l'idea che l'etimologia sia da rinvenire nel latino arx, "rocca", supportando quanto proposto da Giulio Amadio in "Toponomastica marchigiana" (I, 1952) e ribadito da Giovanni Alessio nel "Lexicon Etymologicum" (1976), secondo i quali l'origine sarebbe piuttosto da rintracciare in arcus (arquus), da intendere come "curva, svolta, grotta, galleria". Tuttavia, nessuno dei due è in grado di fornire informazioni precise circa il referente fisico da cui deriverebbe il toponimo. Al contrario, essendo Arquata del Tronto nota per la presenza di una rocca medioevale, non appare del tutto inverosimile che alla base del suo nome vi sia proprio arx. Appare doveroso un breve cenno all'etimologia di "Tronto", derivante dal latino Truentus, a sua volta legato alla radice indoeuropea *dr(e)u-, "scorrere".
Dedicato alla memoria di chi non c'è più, alla forza di chi lotta per riprendersi la propria vita e al coraggio di chi dà loro una mano.
Arquata del Tronto (AP). Noto semplicemente come Arquata fino al 9 novembre 1862, anno in cui, per effetto del Regio Decreto n. 978, l'idronimo "Tronto" entrò nella denominazione ufficiale, anche su questo toponimo esiste della discordia. Il Dizionario di toponomastica UTET scarta immediatamente l'idea che l'etimologia sia da rinvenire nel latino arx, "rocca", supportando quanto proposto da Giulio Amadio in "Toponomastica marchigiana" (I, 1952) e ribadito da Giovanni Alessio nel "Lexicon Etymologicum" (1976), secondo i quali l'origine sarebbe piuttosto da rintracciare in arcus (arquus), da intendere come "curva, svolta, grotta, galleria". Tuttavia, nessuno dei due è in grado di fornire informazioni precise circa il referente fisico da cui deriverebbe il toponimo. Al contrario, essendo Arquata del Tronto nota per la presenza di una rocca medioevale, non appare del tutto inverosimile che alla base del suo nome vi sia proprio arx. Appare doveroso un breve cenno all'etimologia di "Tronto", derivante dal latino Truentus, a sua volta legato alla radice indoeuropea *dr(e)u-, "scorrere".
Dedicato alla memoria di chi non c'è più, alla forza di chi lotta per riprendersi la propria vita e al coraggio di chi dà loro una mano.



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